iThink (ovvero: sono sempre stato un geek di merda e me ne vanto)

Cominciamo così, con uno spezzone tratto da “The Simpsons”; un antipasto, tanto per dare l’idea di ciò di cui sto per scrivere.

E poi, andiamo subito off topic. Guardo la data dell’ultimo post del mio caro, vecchio blog. Dicembre 2006. Porca… sono già passati 3 anni e un mese. Ah, no, troppo off topic. Leggete qua (verso la fine del post). Poi qua (avvisoria parentale: contenuto idiota).
C’è un gruppo editoriale italiano che continua a dare soldi ad Ernesto Assante, ed a pubblicare i di lui deliri. Cioè, lo pagano per scrivere. Ora, a Repubblica stanno cercando di mettere in atto una massiccia campagna di prepensionamenti, per tagliare gli organici e trovare un po’ di sollievo in questo periodo di crisi nerissima (colpa di Berlusconi, ovvio, o forse dei suoi capelli). Non è che potrebbero prepensionare anche Assante per caso? O sono troppo occupati a perdere tempo in raccolte di firme (virtuali) ed a promuovere appelli patrocinati nientepopodimeno che da Roberto Saviano?
Leggete ciò che Assante scrive, al di là della diatriba sull’iPad. Lo pagano, per questo? Trattandosi del suo blog, spero proprio di no. Il fatto che Rep linki il post tra le “opinioni” sulla notizia, mi fa temere il contrario.
Se vi scocciate a fare il ping-pong tra il suo blog ed il mio, vi aiuto: E.A., tra le altre cose, parla di una fantomatica compatibilità dell’iPad con Works. Siccome lui parla di questa cosa come io scorreggio di patafisica (ah, San Frank Zappa!), mi sembra doveroso offrire una precisazione. Works è un programma di Microsoft; il programma iWork è quello che si trova precaricato sull’iPad. Sottigliezze? Mica tanto: lui deve informare, non sparare a vanvera.
Seconda (ed ultima) perla: tra gli accessori per l’iPad ci sarebbe un dock che “nasconde una vera e propria tastiera”. Il dock in questione è questo:

iPadKeyb

Beh, non so voi, ma io la tastiera la vedo. Non mi pare nascosta. Ma io sono un nerd di merda, e sono biased. Fine dell’ Off Topic.

Dunque, l’iPad.
Ovvero, come far parlare di sé – ottenendo vagonate di pubblicità gratuita e una eco enorme all’hype che aleggiava intorno a questo prodotto già prima della sua release durante la keynote di ieri – senza motivo. A Cupertino hanno preso un compressore e gonfiato un iPodTouch: ne hanno fatto un assorbente (definizione n.2), anzi, un pannolone. Un gran bel iPannolone.

– L’iPad è la risposta ad una domanda che nessuno ha fatto.
– E’ la risposta sbagliata!

Ma solo Apple può permettersi di presentare un prodotto inutile (iFlop) ed avere la certezza di venderne a vagonate.
Questo per un solo, semplice motivo: chi compra un iPhone, un iPod o un Mac, compra (a caro prezzo) anche un pezzo di paradiso. L’esperienza software su una di queste macchine è impressionante. Flawless, seamless. Hardware e software convivono in un’armonia mai vista da nessun’altra parte.
E chissenefrega se sull’iPad al massimo ci sono 64GB di storage, se non c’è fotocamera, se non esistono connessioni USB native, se non vi è espandibilità di memoria o se la batteria non è rimuovibile. Questi sono particolari da nerd. Di merda, per l’appunto.
Apple è uno schiacciasassi: e il tempo le ha sempre dato ragione. La prima versione dell’iPhone faceva letteralmente cagare. Loro hanno risposto con aggiornamenti mirati del firmware (ed i vari jailbreaks hanno fatto il resto). Gli altri adesso stanno a guardare, a bocca aperta, rincitrulliti. All’iPhone si obiettò di tutto: fotocamera mediocre, bluetooth scarso, gestione dei messaggi atipica. Adesso è tra le mani di milioni di persone. Perché offre un’esperienza totalizzante. In cui hardware e software danzano in perfetta armonia. Mi tocca, tristemente ammetterlo: questa è una strategia vincente. Sulla carta può avere difetti e/o storture, ma nella pratica è perfetta.
Non riesco a togliermi dalla mente il modo in cui VLC gira su un MacBook; VLC è un player open-source. Su un Mac gira benissimo; perlomeno, sembra girare benissimo: interfaccia integrata, uniformità nella concezione dei menu, etc.
Su PC, ogni programma sembra girare per i cazzi suoi: non c’è armonia, non c’è identità di concezione, tantomeno di interfaccia.
E all’utente finale, non geek, non importa nulla del processore o della ram o della memoria grafica dedicata. Importa solo che un programma concepito per funzionare su una data macchina funzioni. E bene.
Questo è quello che Apple fa.
E sono sicuro che l’iPad rappresenti solamente una sfida, ed un esercizio di stile. Un modo per far capire agli altri, che da mesi cercano il form factor perfetto per cominciare questa maledetta “rivoluzione tablet”, che è così che un tablet dev’essere. Che te ne fai solo di Kindle? Cosa diavolo te ne fai di un tablet che ha l’hardware che si piega al form factor passivamente, non adattandovisi, e il software concepito per altri tipi di macchine (HP, anyone?)…
Insomma, non mi piace, non lo comprerò, ma difendo il suo diritto di essere. E la cosa mi fa rabbia.
Perché di potenziali “killer gizmos” ne ho visti e posseduti a bizzeffe, tutti sempre ed esclusivamente Windows-compatibili. E tutti, puntualmente, mi hanno deluso. E tutti, puntualmente, per lo stesso motivo: l’impossibilità (via software) di sfruttare le potenzialità hardware. Perché MS ha sempre dovuto/voluto fare un po’ la puttana di tutti, licenziando il suo software a molti ma dando troppo spazio ai produttori di hardware per poterci giocare, invece di cercare di imporre uno standard. Quante versioni di Vista sono state rilasciate? E quante di Windows 7?
Home Edition, Professional Edition, Starter Edition, Media Center Edition, con IE, senza IE, metti la cera, togli la cera…
E poi, Outlook Express integrato che non si può disinstallare, e NetMeeting che nessuno ha mai capito cosa fosse, e Messenger che si sovrappone a Live Messenger… Oh Marònna Mìa (con accento napoletano)…

Ciò detto, sono e resto un utente DOS (di cui Winzozz è solo un’interfaccia grafica), e sono troppo abituato a questo tipo di sintassi informatica, gestures (non potrei vivere senza il tasto destro del mouse) e interfacce da poter pensare di cambiare. E mi piace troppo scervellarmi per cercare il driver per una periferica capricciosa, o per risolvere un conflitto hardware, fare la deframmentazione ed aggiornare l’antivirus e scaricare gli hotfix di Microsoft e leggere di quante vulnerabilità potenzialmente letali abbiano afflitto Internet Explorer solo nell’ultimo mese, e cercare i codec per un filmato che non ne vuole sapere di essere visualizzato… Chi mi capisce è un nerd di merda come me!
Però che soddisfazione quella volta che sul mio EeePc 4G ho editato quella foto con Photoshop che poi è stata esposta per settimane su molti muri della mia città…

Caro Steve Jobs, ci vediamo alla keynote del prossimo anno.
Nel frattempo, cominciamo ad alimentare l’hype sul nuovo, fantastico, all-in-one device che stanno progettando a Cupertino, l’iSuck (sarà anche aspirapolvere, a quanto pare)!

Bottom line: (da SasakiFujika.net): “Vi svelo un segreto. Apple è una azienda che ha come target il mercato consumer, cioè persone che prendono un telefono e ci telefonano. Poi gli fai vedere che puoi fare tante cose e piano piano imparano e godono e sono tanti e fanno un mercato intero e tu rivoluzioni un mondo; poi gli dai un computer che ti rende la vita facile e non serve per far vedere che tu conosci il modo di fare quella cosa normalissima che a nessuno viene perché c’è un bug ma tu sai come aggirarlo e allora hai il pisello più lungo, e lo usano per quello a cui serve un computer: semplificarti la vita, o il lavoro, o il tempo libero. A mio padre dell’HD che gira di più o di meno e si raffredda con l’olio di soia non gli frega niente. Sarà pazzesco ma lo comprate in sei e, stranamente, in sei non siete un mercato appetibile. Nessuno vuole svegliarvi dal torpore di una vita piena di incomprensioni, per carità, ma poi il mondo è fatto da gente diversa.”

(p.s: questo post non è visualizzabile correttamente su iPad, poiché la stripped-down version di Safari non ha il plugin per AdobeFlash…)

UPDATE: “Pago il giornale di carta perché quello che mi da Repubblica non me lo da un altro giornale.” Mitico!

Advertisements

Tags: , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: